La donna di carne e sangue (saggio)
La donna ha sempre giocato un ruolo fondamentale nell'Arte, ora come Musa, ora come indispensabile co-presenza dell'immagine maschile dominante. Ma è solo con il Romanticismo che la donna acquista l'emancipazione dai vecchi stereotipi che la vedevano nella maggioranza dei casi relegata in secondo piano, mera figura di contorno o semplicemente la docile preda contesa tra un villain ed un eroe coraggioso.
Con il Romanticismo cominciano infatti a delinearsi nuove sfaccettature dell'eterno femminino, e anche quando la donna è ancora apparentemente la debole creatura perseguitata dal destino, ecco che in realtà ella è già eroina, forte, coraggiosa, protagonista. Basti pensare, in letteratura, alle splendide figure femminili tratteggiate da Emily e Charlotte Brontë: dalla mite ma energica Jane Eyre alla indimenticabile ed indomita Catherine Earnshaw, protagonista di Cime Tempestose . Anche la Tess di Thomas Hardy, nonostante il cupo pessimismo che domina la scrittura di questo autore, è una donna che a suo modo combatte e si ribella, e costituisce pertanto una figura rivoluzionaria.
Quello che è più caratteristico di queste nuove rappresentazioni femminili è senz'altro il fatto che finalmente la donna sembra fatta di carne e sangue. Non più eterea e inconsistente principessa, non più figurina descritta nei minimi dettagli fisici ma ahimè quasi senz'anima. La nuova donna può essere brutta, insignificante, piena di difetti, e non per questo meno interessante o degna di nota, così come può essere ancora bellissima, ma di una bellezza non più fine a sé stessa.
Il trionfo di questa femminilità finalmente in primo piano raggiunge anche vette estreme. All'eroina fondamentalmente positiva, quale può essere appunto una Jane Eyre o una delle tante creature della Austin, finisco presto per affiancarsi tutta una serie di donne frutto di quella sensibilità più cupa e gotica che pure ha caratterizzato il movimento romantico e che forse ne è stato il tratto più rivoluzionario e marcato.
L'esaltazione del sentimento come unica chiave d'accesso alla conoscenza dell'Assoluto finì infatti per generare nuovi ideali di Bellezza e di Piacere più tormentati e contraddittori, dai quali scaturì il fascino consapevole per ciò che è corrotto, macabro, contaminato. Una bellezza che si fonda, dunque, soprattutto su suoi contrasti e un piacere che si fonde sempre più con il dolore. Questo è l'humus su cui germogliarono le immagini femminili più scioccanti del Romanticismo, i cui tratti possono ritrovarsi in personaggi totalmente negativi, come invece più spesso mescolati ad altri più “morbidi” in quelle femmes fatales che trovano una perfetta rappresentazione iconografica nei morbosi quadri dei Pre-Raffaelliti.
Lunga è la schiera di queste creature dalla bellezza maledetta e dalla volontà esasperata. La stessa protagonista di Cime Tempestose è a tratti una ribelle sadomasochista, selvaggia come la natura che la circonda, di una bellezza tutt'altro che eterea e per questo più convincente. Uno dei romanzi gotici più famosi, Il Monaco , ha tra le sue protagoniste la bella seduttrice Matilda, vera incarnazione del Demonio che promette tutti le gioie terreni in cambio della purezza dell'anima. E come scordare Carmilla, l'affascinante vampira partorita dalla penna di Sheridan Le Fanu, il cui magnetismo e la cui fine psicologia la rendono addirittura più attraente dell'assai più noto Dracula?
Accanto dunque alle eroine padrone del loro destino troviamo un nutrito gruppo di personaggi femminili che seducono, uccidono, affascinano e impazziscono, e sempre gettano nell'abisso della loro perdizione quegli uomini che osano innamorarsene. Ad entrambe queste nuove protagoniste e alla loro “emancipazione” è estremamente debitore il genere fantastico, il quale ha spesso rielaborato le figure di eroiche donne guerriere, demoniache tentatrici, intelligenti detentrici di potere, spietate e sanguinarie assassine, bellissime folli, vampire assetate: uno stuolo di femmine tutt'altro che angelicate, o che dietro una maschera d'angelo nascondono una forza e un'indipendenza troppo spesso appannaggio di personaggi solo maschili. D'altra parte il Fantastico è quasi una naturale prosecuzione del Romanticismo e dello spirito che lo aveva animato, e il suo carattere sovversivo e di rottura degli schemi ben si sposa con la scelta di portare l'immagine della donna di carne e sangue in primo piano, anche quando questo accade con intenti tutt'altro che “femministi”.
A questo proposito viene spontaneo pensare allo stuolo di principesse, guerriere o selvagge che popolano i romanzi del ciclo di Conan, la cui bellezza è sempre descritta in termini da fare invidia alla più eccitante delle pin-up. Pur tuttavia queste femmine così apparentemente stereotipate e accondiscendenti finiscono sempre per nascondere incredibili doti di coraggio, resistenza e sono in grado di lottare con una spada con la stessa facilità con cui certe loro antenate letterarie cucivano o ricamavano. Senza contare il fatto che spesso sono le prime ad “aggredire” sessualmente l'intrepido Conan.
I romanzi di Howard costituiscono sicuramente l'esempio più ovvio e banale dell'emancipazione letteraria femminile. La Lei di Rider Haggard rappresenta già un ponte verso personaggi con più spessore psicologico, più “a tutto tondo”. Il Fantastico contemporaneo è ricco di esempi. Michael Moorcock ha inventato figure come Gloriana, Lady Sabrina e Cymoril, immagini positive di donne coraggiose e protagoniste; George Martin nella sua epopea di Grande Inverno ci regala una regina tessitrice di inganni come Cersei, un'accorta diplomatica come Catelyn, una bambina guerriera e una imperatrice-amazzone adolescente sulle cui spalle grava il destino di un intero regno. Perfino un autore ingiustamente accusato di misoginia come J.R.R. Tolkien ha invece creato due figure immortali del fantasy di tutti i tempi: quella complessa ed energica di Dama Galadriel, la regina degli Elfi, e quella di Eowyn, la donna celata dietro l'armatura da cavaliere. Nel campo dell'horror Anne Rice e i suoi emuli inseriscono ormai con estrema facilità e compiacimento vampiri femmina nelle loro storie (anzi, secondo la Rice lo stesso principio vampiro è donna, in accordo con il mito di Lilith), mentre con La fabbrica degli orrori Iain Bank ha realizzato un singolare romanzo di formazione su un'adolescente squilibrata e criminale convinta di essere un ragazzo.
Il Fantastico è spesso autore di riletture storico-leggendarie le cui fonti non hanno mai reso particolare giustizia ai personaggi femminili. Basti pensare al ciclo arturiano, per certi versi così misogino, e alla brutta fama che hanno figure come Morgana o la stessa Ginevra. Marion Zimmer Bradley è un'autrice che ha reso la giusta dimensione psicologica a questi personaggi, e ha addirittura inventato un passato ancora più mitico in cui le Sacerdotesse dei culti naturali erano le uniche depositarie della Verità, e quindi il potere si trasmetteva per linea femminile. Al personaggio arturiano della Fata Morgana Michel Rio ha dedicato un'insolita biografia romanzata di estremo fascino, da cui emerge una donna molto meno dedita alle pozioni e agli intrighi e più ad una faticosa ricerca della Conoscenza tramite gli studi della scienza e della filosofia.
Anche quando il Fantastico si occupa del futuro abbiamo spesso immagini di donne che, se non vivono una condizione migliore delle nostre contemporanee, godono senz'altro di una inusuale emancipazione. Sono le donne che imbracciano il fucile, quelle che combattono gli alieni, quelle che utilizzano con dimestichezza i ritrovati scientifici più sofisticati. Sono i modelli della Ripley di Alien , e delle donne militari che in Fantasmi da Marte di Carpenter ricalcano le orme dei più scontati personaggi maschili. In un capolavoro quale è Dune di Frank Herbert (e nella non inferiore trasposizione cinematografica che ne ha fatto Lynch) le donne sono le vere detentrici del potere. Sia nel Ciclo dei Dorsai di Dickson che in Starship Troopers di Einlein le donne sono mercenarie e guerriere al pari degli uomini.
Se è vero che la donna per ritenersi emancipata, anche in letteratura, deve comunque confrontarsi con valori che sono maschili, è anche vero che l'enorme versatilità dell'immagine femminile, nella quale è più facile riversare coraggio, durezza ma anche sensibilità e attrattiva, la rendono il personaggio ideale per le trame più originali come per quelle più classiche.